UMBRIA
Le cittą della ceramica e maiolica artistica




tipica fabbrica di ceramica a Deruta classico piatto in maiolica di Orvieto



DERUTA
Sicuramente in Umbria il primato per la produzione della ceramica spetta a Deruta, una cittadina a circa 15 km da Perugia, lungo la superstrada che collega Perugia con l'autostrada del Sole.
Si accede al centro storico di Deruta dalla
Porta di S. Michele Arcangelo e subito, sulla piazzetta Biordo Michelotti si scorge la facciata della chiesa di S Arcangelo ornata di mattonelle decorative. Di fronte è situata la Fontana, a pianta poligonale, realizzata dai quinqueviri del comune nel 1848. Si apre, quindi, la piazza dei Consoli caratterizzata da edifici ornati con piatti e mattonelle di maiolica.
Il vicino Palazzo municipale del 1300 ospita la
Pinacoteca ed il Museo della ceramica .
Di fronte si trova la
chiesa di S Francesco, in stile gotico, consacrata nel 1388.
In fondo alla stretta via Mastro Giorgio sorge la
chiesa di S. Antonio, che conserva significativi affreschi di Bartolomeo e Gian Battista Caporali.
La parte bassa del centro storico è costituita dalla Valle, vecchio rione popolare, il cui asse viario unisce la
Porta Perugina alla Porta del Borgo.

Visita al Museo della Ceramica (Palazzo Comunale di Deruta).
La raccolta è costituita da ceramiche medievali e rinascimentali e dalla produzione dell'800 e del 900 fino ad oggi. L'oggetto più prestigioso del museo è costituito del pavimento in maiolica della chiesa di S.Francesco, recuperato nel 1902. E' formato da mattonelle sagomate a stelle a otto punte e a croce con braci appuntiti.
Le piastrelle a forma di croce sono decorate con motivi arabescati a nodi intrecciati, quelle a stella rappresentano temi classici del rinascimento : elementi mitologici misti ad elementi sacri e ad allegorie.
Altri reperti di ceramica sono visibili nel
Museo Magnini presso la fabbrica di maioliche “Grazia”.

Santuario della Madonna dei Bagni.
La chiesa della Madonna dei Bagni, località che si trova nei pressi di Casalina nelle immediate vicinanze di Deruta, venne iniziata nel 1657 e terminata 30 anni dopo. Le targhe votive che la caratterizzano erano originariamente circa 600 ; due successivi furti ne hanno notevolmente ridotto il numero. Ciò che rende queste mattonelle di grande importanza culturale e di documentazione, oltre che artistica, è il fatto che raffigurano i casi per cui venivano offerte, diventando strumenti importantissimi della storia del costume delle classi subalterne. Infatti, molte targhe ricordano lo scampato pericolo da incendi, da fulmini, da piene del Tevere, da guerre; altre rappresentano atti criminali, infortuni causati da persone e da animali; infine le mattonelle cronologicamente più vicine a noi fanno riferimento ad incidenti automobilistici, quelli sul lavoro e a catastrofi naturali. Da notare come non mancano mai le lettere “P.G.R.” (Per Grazia Ricevuta) o “V.F.G.A.” ( Voto Fatto Grazia Avuta).


La produzione di ceramica a Deruta, risale al XIII secolo come è documentato dai reperti e frammenti recuperati. La prima testimonianza scritta è del 1336, dove si dà atto dell'elezione dei sindaci della corporazione dei vasai.
In quel periodo si producono soprattutto vasi, boccoli da vino e da acqua, ciotole per l'uso giornaliero. E' nei secoli XV e XVI che la ceramica derutese vive il suo maggiore splendore ed accanto agli oggetti di uso quotidiano compaiono pezzi ornamentali con motivi geometrici e raffigurazioni. Cambiano anche i colori con l'uso del blu cobalto, con il giallo dorato e gli smalti bianchissimi. Sono di questo periodo le coppe amatorie che sono oggetti di dono tra i fidanzati ; in esse sono dipinti i ritratti di donne o motti o proverbi o figure che simbolizzano l'amore. Grande grado di perfezione raggiunsero le piastrelle per pavimenti sia per la forma che per il colore e per i soggetti trattati. Restano esempi i pavimenti della chiesa di San Francesco a Deruta, ora al museo della ceramica, la cappella Baglioni nella chiesa di S.Maria Maggiore a Spello e l'oratorio di S.Bernardino a Perugia.
Uno dei più significativi rappresentanti dell'arte derutese fu Giacomo Mancini detto “El Frate” a cui si deve il pavimento della chiesa di S.Pietro a Perugia ed anche coppe e piatti con soggetti desunti dalle Metamorfosi di Ovidio.
Nella seconda metà del XVII secolo inizia la decadenza della produzione derutese ed anche di quella degli altri centri umbri. La rinascita si ha agli inizi di questo secolo con la riscoperta del “lavorato a mano” contro il prodotto industriale.
Si assiste in Umbria ad un rifiorire delle botteghe che coinvolge oltre Deruta anche Gubbio, Gualdo Tadino e Orvieto.
La materia prima della ceramica derutese è l'argilla che viene scavata a zolle nelle colline intorno al paese. Lo strumento più usato per la creazione degli oggetti è il tornio a pedale. Avuta la forma definitiva la ceramica viene cotta nelle fornaci a legna. Dopo la prima cottura, gli oggetti vengono smaltati. Dopo la smaltatura comincia la decorazione, fatta a mano, che riproduce soggetti e disegni di vario tipo. A questo punto gli oggetti sono pronti per la cottura del “bello” che ha la funzione di fissare lo smalto e i disegni.




GUALDO TADINO

Gualdo Tadino sorge al confine tra l'Umbria e le Marche. E' stata romana e longobarda, mistica e ghibellina ed ancora oggi i segni della spiritualità francescana convivono con lo spirito produttivo ed imprenditoriale che si esprime soprattutto nella produzione della ceramica.
La visita può iniziare dal duecentesco
Palazzo comunale e dalla vicina Torre Civica, struttura militare del del XII secolo.
In Corso Italia sorge la
Cattedrale S. Benedetto del 1256, che conserva numerose opere dl periodo del rinascimento. Poco distante la chiesa di S. Francesco del XIII secolo, con la facciata ornata da un portale ad ogiva ed un interno di stile gotico. Presso la vicina piazza del Soprammuro si trova la Pinacoteca Comunale ricca di affreschi di Matteo di Gualdo, opere di sano do Pietro, Antonio da Fabriano, Ottaviano Nelli.
Risalendo si giunge alla
Rocca Flea, notevole esempio di architettura militare medievale(XII secolo) ricostruita da Federico II.

La città ha una vocazione artigianale e piccolo industriale che si esprime, soprattutto, nel settore ceramico, nel quale operano oltre 60 centri produttivi che si rifanno ad un indirizzo di tipo medievale.
Negli ultimi anni, accanto ad alcune tradizionali botteghe d'arte, che custodiscono ancora oggi i segreti della ceramica a riflessi a terzo fuoco, resa celebre da maestri come Santarelli e Rubboli, sono sorte aziende moderne che realizzano produzioni di. grande qualità
Si va dal pezzo unico dell'artigianato tradizionale, alle piastrelle per pavimenti e rivestimenti, dai piatti da muro ai soprammobili, dai servizi di vasellame all'oggettistica per la casa.
Nel periodo di agosto - settembre si svolge il concorso internazionale della ceramica.




GUBBIO

Arroccata sulla montagna di S. Ubaldo sorge Gubbio, protetta da mura massicce per quasi tre chilometri. Il borgo medievale ha mantenuto intatto il suo fascino con le case di pietra calcarea e le strette vie che vanno ad unirsi alle strade maggiori.
Il
Palazzo de Consoli, elegante costruzione trecentesca coronata di merli e da una torretta, domina la città e la piana eugubina. L'interno comprende la Sala maggiore, in cui è sistemata la Collezione archeologica; nei locali adiacenti sono conservate le celebri tavole eugubine, tavole di bronzo con incisioni in lingua umbra. Al piano superiore la Pinacoteca raccoglie opere di pittura prevalentemente umbra, reliquiari del tredicesimo secolo ed un crocifisso di anonimo maestro vicino al Cimabue.
Nel punto più alto della città sorge il
Duomo, ultimato nel 1188 e ricostruito in forme gotiche nel XIV secolo; l'interno custodisce, tra l'altro, opere del Doni e della scuola del Pinturicchio. Accanto sorge il Palazzo Ducale dalle eleganti forme rinascimentali, cui si accede attraverso un semplice portale in pietra serena.
In piazza Quaranta Martiri si trova
l'Ospedale della Misericordia, edificio trecentesco sormontato dalla caratteristica Loggia dei Tiratori, realizzata nel 1603 dalla corporazione dei tessitori di lana come stiratoio di panni.
La
chiesa di S. Francesco occupa il lato sud della piazza e sorge nella casa della famiglia che avrebbe ospitato S. Francesco ; all'interno si ammirano le Scene della vita di Maria di Ottaviano Nelli.
Nell'area pianeggiante poco oltre la
Porta degli Ortacci, si trovano i resti del teatro di epoca romana ; il teatro, uno dei più grandi di quel tempo, è utilizzato ancora oggi per spettacoli teatrali e musicali. Non lontano è situato il Mausoleo, tomba romana camera sepolcrale.

La maggior parte dei manufatti ceramici veniva eseguita al tornio, e cioè su un disco ruotante collegato mediante un asse verticale a un pesante volano, fatto roteare a forza di piedi. Lo strumento permetteva di ottenere ogni forma solida di rotazione. Per le forme irregolari era necessario colorare l'argilla fluida entro stampi di gessi.
La cottura dei manufatti avveniva in forni a legna ed era un momento essenziale per ottenere gli splendidi lustri che hanno reso famosa la maiolica eugubina in tutto il mondo.
L'ingobbio è un impasto di argilla e acqua, usato su vasi di argilla più grossolana per renderli meno porosi. La ceramica trattata con questo impasto viene detta bianchetto.




ORVIETO

Molti sono gli elementi che contribuiscono a rendere Orvieto una delle città più conosciute del mondo: le sue splendide testimonianze artistiche, i pregiati vini, le tradizioni locali, le feste religiose e tutte quelle attività artigianali che da tempo si perpetuano diventando vere forme d'arte, come è stato per la lavorazione delle ceramiche e dei merletti.
Tra tutte le opere si impone in tutto il suo splendore il
Duomo, ( XIII secolo) la cui facciata è un eccezionale gioiello di architettura gotica. L'interno è superbo e ricco di capolavori pittorici e scultorei ; segnaliamo in particolare la Cappella del Caporale ove si trova custodita la reliquia del panno insanguinato e la Cappella di S. Brizio ove si può ammirare l'eccezionale ciclo di affreschi di Luca Signorelli.
A destra del duomo sorge
Palazzo Soliano, oggi sede del Museo dell'opera del Duomo ;salendo la monumentale scala si accede al salone dove sono custoditi affreschi staccati da chiese orvietane e pregevoli sculture e pitture del secolo XIII-XIV.
Originalissima opera dell'architetto Antonio da Sangallo il Giovane è il
pozzo di San Patrizio, realizzato nel XV secolo per volontà papale ; profondo 62 metri è visitabile grazie ad una scalinata a chiocciola che volgendosi aspirale raggiunge la parte bassa.
Da visitare anche il
Palazzo del Capitano del Popolo e l'Abbazia dei SS. Severo e Martirio.

La cittadina umbra è stata sede di una delle più antiche manifatture ceramiche italiane ; i numerosi reperti risalgono per lo più al XIV secolo e consistono in alti boccali con becco tubolare, brocche biansate, tazze e tazzoni forniti o privi di manico, vasi da farmacia.
La tecnica della lavorazione è primitiva : la superficie dell'impasto è rivestita con uno strato uniforme di vernice sulla quale è tracciata la decorazione a contorni fortemente marcati ; i colori predominanti sono il verde ramina e il bruno di manganese. L'applicazione dello smalto, divenuta usuale nel XV secolo quando è nata la maiolica vera e propria, è ora limitata ad alcune zone ristrette.
La decorazione offre una singolare elaborazione di apporti islamici inseriti nel gusto del romanico locale e può essere geometrica, a spirali, a motivi vegetali o animali; più raramente compaiono figure o teste coronate in scritte in tracciati lineari.




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